Arte e Artigianato Silani

Grazie alla grande quantità di materie prime presenti sull'Altopiano, l'artigianato ha costituito per tutti gli insediamenti silani un importante settore economico. Negli ultimi decenni i prodotti industriali hanno sostituito gran parte di quelli fabbricati a mano e l'artigianato silano ha visto diminuire drasticamente i suoi addetti. Ultimamente questo settore sta riprendendo vigore. Sono nate nuove botteghe artigianali gestite da giovani imprenditori che riescono ad imporsi in un mercato che fortunatamente comincia a risentire dell'apporto positivo dei turisti oltre a quello tradizionale degli emigranti che ritornano per passare le ferie nei paesi di origine.
Quella che segue è una carrellata veloce su quelli che sono, da sempre, i più importanti settori dell'artigianato silano.
Iniziamo con l'antica arte orafa di San Giovanni in Fiore. L'arte orafa florense è legata alla produzione artigianale di bellissimi gioielli che adornavano il tradizionale costume delle donne sangiovannesi. I più comuni tra questi preziosi erano: la "jennacca", la "perna", la "spingula", il "motrò". La "jennaca" è una collana formata da grani sferici vuoti fatti con fili d'oro e d'argento dalla quale pende il "brillocco" (pendente). La "perna" è una collana di perle. Veniva indossata nelle occasioni importanti. La "spingula" era un spillone d'oro usato per tenere fisso sulla testa il copricapo del costume ("rituortu"). Il "motrò" è una spilla d'oro che veniva usata per tenere chiusa sul davanti la camicia ("'ncullerata").
Il granito è presente in Sila in grandi quantità e la disponibilità quasi illimitata di questa materia prima ha favorito la nascita a San Giovanni in Fiore di un'autentica scuola di maestri scalpellini. Nei secoli scorsi gli scalpellini sangiovannesi furono impegnati in importanti opere e i loro manufatti fanno bella mostra in chiese, monumenti, palazzotti padronali. Il granito veniva usato nei portali e nei campanili delle chiese, in molte sculture, nei caminetti. Veniva ridotto in lastre per pavimentare le strade. Ancora oggi esistono a San Giovanni in Fiore artigiani che lavorano il granito in modo impeccabile. Oltre a San Giovanni in Fiore, era conosciuto, per la bravura dei suoi scalpellini, Longobucco.
In molti centri silani come San Giovanni in Fiore, Acri, Bocchigliero, Longobucco, l'uso del telaio a mano è antico. Un tempo erano molte le famiglie che ne possedevano uno. La tessitura impegnava buona parte della manodopera femminile mentre gli uomini si dedicavano al lavoro nei campi. Dai grandi telai uscivano coperte, arazzi, tappeti. Di pregevolissima fattura i famosi "ozaturi", realizzati con tecniche orientali e impreziositi da ricami floreali. Nei centri silani si conserva ancora una grande tradizione tessile grazie alla raccolta, all'esposizione e alla vendita delle tessiture tradizionali presso i negozi di artigianato e articoli turistici.
Per finire vogliamo ricordare i contenitori che venivano costruiti intrecciando dei rametti lunghi e sottili di varie piante tra cui quelli delle ginestre. Questi contenitori presentavano vari vantaggi. Una volta seccati i rametti, risultavano molto leggeri. Erano adatti ai prodotti ortofrutticoli perché costruiti con un materiale naturale come il legno e perché permettevano l'areazione dei prodotti in essi contenuti.
Ricordiamo i tipi di contenitori più diffusi. Il "panaro" è un cestino con il manico utilizzato per la raccolta della frutta e dei funghi. La "cuofina" serviva per la raccolta della patate durante la "scippa". Le "sporte" erano delle ceste di forma quasi rotonda. Venivano utilizzate dalle donne portandole in bilico sulla testa. I "fiscini" erano delle grandi ceste di forma allungata. Venivano utilizzati per il trasporto di prodotti agricoli, con gli asini e con i muli fissandole, in coppia, ai lati della sella ("bastu").

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