Dintorni di San Giovanni in Fiore

Se siete alloggiati in un albergo di San Giovanni in Fiore non potete perdervi l'occasione di visitare le località che di seguito vi illustreremo.

Castelsilano

Il comune di Castelsilano ha una superficie territoriale di circa 40 Km. quadrati, ha 1450 abitanti, si trova nella provincia di Crotone e dista da S. Giovanni in Fiore pochi chilometri. E' raggiungibile dalla città di Gioacchino percorrendo la statale n. 107 in direzione di Crotone per alcuni minuti per poi proseguire verso l'interno per circa un chilometro.
Castelsilano nacque il 1686 quando il Principe di Cerenzia, Scipione Rota, iniziò la costruzione di un casino di caccia su un monte che domina la valle del Lese e lo stesso abitato di Cerenzia. La struttura del castello, a pianta quadrata, è imponente e intorno ad esso vennero edificati, prima, dei casolari per il personale addetto e poi altri per ospitare contadini e pastori. Si formò un borgo che venne indicato col nome dell'edificio primogenio: Casino. Il castello, ancora esistente, è completamente assediato dal moderno abitato.
Da visitare la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna dell'Immacolata. Il territorio di Castelsilano è ricco di sorgenti naturali tra cui alcune solfuree. Sono presenti inoltre numerose cavità speleologiche, la più importante delle quali è la Grotta di Samourì o Grave Grubbo che si estende per chilometri nelle viscere della terra.
La cittadina sta acquisendo una connotazione turistica e in estate, in occasione del ritorno dei numerosi emigrati che passano le ferie nel paese di origine, vengono organizzate numerose manifestazioni tra cui ricordiamo la simpaticissima corsa degli asinelli.
Tra i numerosi prodotti tipici va ricordato l'olio di oliva a bassissima gradazione acida.

Cerenzia e Acerenthia

Percorrendo la statale n. 107 da San Giovanni in Fiore verso Crotone, qualche chilometro dopo il bivio per Castelsilano, si arriva a Cerenzia. Il comune di Cerenzia ha una superficie territoriale di circa 25 Km quadrati, ha 1440 abitanti, si trova nella provincia di Crotone.
Le origini di Cerenzia si perdono nella notte dei tempi. Nel corso dei secoli gli abitanti hanno occupato varie località. In epoca preistorica pare che il borgo sorgesse alla confluenza del Lese con il Sanapite. Durante la colonizzazione greca fu occupato il Timpone del Castello, successivamente la vallata di S. Mauro. Nel medioevo, in località "Paparotto", fu fondata "Acerenthia" e di questo importante borgo ne rimangono i ruderi su un colle che sovrasta la valle del Lese.
Acerenthia aveva due accessi. Quello che guarda il Lese era probabilmente il principale. Si distinguono chiaramente tra i ruderi le rovine di quelli che erano gli edifici più rappresentativi: la torre medievale del Vescovado, l'impianto bizantino della chiesa di S. Teodoro, la struttura fortificata della Casa del Principe, il seicentesco edificio Benincasa. L'abbandono di Acerenthia fu progressivo e dovuto a numerosi avvenimenti. Tra questi ricordiamo l'assedio da parte del Conte Ruggiero nel 1090, la pestilenza del 1528, il terremoto del 1783. L'abbandono definitivo avvenne nel 1844.

Caccuri

Dopo Cerenzia, proseguendo verso Crotone, si arriva subito al bivio per Caccuri. La piccola ma interessante cittadina dista solo un paio di chilometri dal bivio.
Anche il comune di Caccuri fa parte della provincia di Crotone, ha una superficie di 51 chilometri quadrati e conta 2100 abitanti. Il centro abitato è posto a circa 670 metri sul livello del mare.
Le origini del paese rimangono incerte e molti sono i resti di un lontano passato. Di notevole bellezza è il castello che, imponente, sovrasta la grande rupe sottostante. La sua costruzione risale al VI secolo. Successivamente è stato ampliato più volte fino al 1885 quando, l'allora proprietario il barone Guglielmo Barracco, vi fece aggiungere il bastione e la torre cilindrica adornata con merli ad imitazione dei castelli medievali. La torre è in realtà un serbatoio d'acqua alimentato dal vecchio acquedotto del paese.
Ma il castello non è l'unico elemento artistico-monumentale del comune di Caccuri degno di essere visitato. Al centro del paese si trova la chiesa matrice dedicata a S. Maria delle Grazie, tipico esempio di barocco calabrese, accanto ad una torre medievale, utilizzata come campanile della chiesa. La chiesa di S. Rocco, patrono della cittadina, è posta su un'antica strada di accesso all'abitato. Sulla strada che porta all'abbazia di S. Maria la Nova nel comune di S. Giovanni in Fiore, vi è il convento dei Padri Domenicani con la chiesa della Riforma. Di notevole interesse storico è la casa natale di Cicco Simonetta che fu insigne segretario di Francesco Sforza, Duca di Milano e Cancelliere della Duchessa Bona (sec. XV).
Il territorio è ricco di sorgenti di acque minerali. L'acqua solfureo-clorurata del torrente Lepre viene usata per bagni e per bevanda, quella solforosa del Bruciarello è idonea per bagni, l'acqua salina di Calderazzi viene usata per pozioni.
Numerosi sono gli insediamenti rupestri. Di notevole interesse geologico è la Grotta del Palummaro una delle più grandi e profonde cavità carsiche del circondario il cui ingresso è sulla riva del fiume Lese, nel territorio di Caccuri.

Cotronei - Trepidò - Palumbosila

Visitato Caccuri, se si continua a percorrere la statale n. 107 verso Crotone, si arriva dopo qualche chilometro al bivio vicino la centrale idroelettrica di Timpagrande. Proseguendo per altri dieci minuti su una strada interna verso l'altopiano silano si raggiunge Cotronei.
Posto a 540 metri sul livello del mare, il comune di Cotronei è uno dei centri più importanti della Presila. Gli abitanti sono 5.650 e la superficie territoriale è di 78 chilometri quadrati.
Pare che i crotonesi abbiano fondato il paese come avamposto per la difesa di terra costruendolo su uno dei principali percorsi per la transumanza tra le vallate del Tacina e del Neto.
Nel centro urbano sono poche le reminiscenze storiche: la tardo barocca chiesa parrocchiale dedicata a S. Nicola, palazzo Verga e altre architetture minori. Sono invece importanti le centrali idroelettriche di Timpagrande e di Orichella e le notevoli strutture turistiche.
Nel suo territorio sono compresi numerosi villaggi turistici tra i quali Trepidò, Palumbosila, Belcastro e Lopez. Sono tutti sorti intorno al lago Ampollino. Il lago Ampollino è un bacino artificiale che raccoglie le acque del fiume omonimo, splendidamente integrato in una natura incontaminata e selvaggia.
I due villaggi turistici più importanti, tra quelli nati vicino al lago, sono il vecchio Trepidò ed il più recente Palumbosila. Trepidò offre vacanze fresche e rilassanti lontane da spiagge calde e affollate e da città caotiche rese ancora meno ospitali dall'afa estiva. Bellissime le sue villette in cui l'uso del legno rasenta l'arte.
Il fiore all'occhiello di tutto il comprensorio è certamente il Villaggio Palumbosila costruito sulle pendici del monte Gariglione. Affacciato sul lago, il villaggio, è costituito da residence, ville ed alberghi immersi in una foresta di pini e di faggi secolari. Numerose sono le sue infrastrutture turistiche e sportive, estive e invernali, che ne fanno il villaggio più attrezzato dell'intero altopiano silano. Ricordiamo, tra le altre, le piste artificiali di bob, gli impianti di risalita, il Palaghiaccio.

Savelli - Verzino

Se, partendo da San Giovanni in Fiore, si percorre la vecchia statale n. 108ter per circa 20 chilometri, distanza non eccessiva se non fosse per la tortuosità del percorso, si arriva a Savelli.
Come San Giovanni in Fiore anche Savelli sorge ad una altitudine intorno ai 1000 metri sul livello del mare. Conta 2180 abitanti ed ha una estensione territoriale che si avvicina ai 50 chilometri quadrati. Il comune, che negli ultimi decenni ha visto diminuire sensibilmente la popolazione, sconta il prezzo del suo isolamento geografico.
Savelli fu fondato, in località Scalzaporri, da profughi cosentini in seguito al terremoto del 1638. L'insediamento fu favorito dalla Principessa Carlotta Savelli alla quale il borgo fu intitolato.
Da visitare è la chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e Paolo fondata tra il 1650 ed il 1700 dalla principessa di Verzino e l'antica strada che collegava la cittadina alla valle del Neto lungo la quale si trova il vecchio ponte sul torrente Sanapite.
Di notevole interesse turistico è il Villaggio Pino Grande che si raggiunge da Savelli salendo verso l'interno dell'altopiano. Immerso nelle pinete secolari, dotato di impianti sportivi e ricreativi il villaggio è ideale per chi vuole trascorrere delle vacanze estive al fresco e in piena tranquillità.
Visitato Savelli, se si prosegue per altri 16 chilometri sulla statale n. 492, si arriva a Verzino. Esiste una strada più corta, che permette di arrivare a Verzino da San Giovanni in Fiore passando per il bivio di Cerenzia, ma attualmente è interrotta.
Verzino conta 3.000 abitanti ed ha una superficie territoriale di poco superiore a 45 chilometri quadrati. Come gli altri comuni già visitati fa parte della provincia di Crotone.
Verzino si vuole fondata dagli Enotri e ripopolata dalle genti di Lutro. Il vecchio borgo si sovrappone ad un insediamento rupestre probabilmente di epoca bizantina. Il paese era noto per le fiere di bestiame che si svolgevano in agosto e per le cave di alabastro.
Gli edifici storici nell'abitato sono il palazzo baronale attuale sede di municipio, la chiesa del Convento ad unica navata con elementi lapidei di epoca rinascimentale e la Chiesa Matrice dedicata a S. Maria dell'Assunta con interno a tre navate, fondata nel XVII secolo.
Nel territorio di Verzino si trovano delle cavità di grande interesse scientifico e speleologico. Le più importanti sono la Grotta dei Furfari e la Grotta dello Stige. La Grotta dei Furfari è un anfratto di probabile Età Neolitica, in gran parte inesplorato, che si trova in località Cona. La Grotta dello Stige, il cui ingresso e nei pressi della frazione Vigne, è la più grande delle cavità carsiche conosciute del comprensorio. Da essa sgorga un fiume sotterraneo.

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