Le formazioni fungine “Cerchi delle Streghe” presenti in Sila

Un fenomeno insolito

Tranquilli: niente stregoneria. Quello di cui parliamo oggi è un affascinante fenomeno naturale legato al mondo dei funghi. Chi va in cerca di questi preziosi frutti del bosco, almeno una volta, si sarà imbattuto in una scena curiosa: decine di funghi disposti a formare un cerchio quasi perfetto.

Cerchio delle Straghe formato da funghi
Foto di un “Cerchio di Strega” formato da funghi Clitocybe nebularis

Come nasce il nome “Cerchi delle Streghe”

La fantasia popolare, nel tentativo di spiegare queste misteriose formazioni, ha immaginato che quell’area circolare fosse il luogo in cui le streghe danzavano durante i sabba. Da qui nasce il suggestivo nome di “Cerchi delle Streghe”.

La spiegazione scientifica

La scienza, però, offre una spiegazione molto più semplice. Il fenomeno è legato alla crescita radiale del micelio, la parte sotterranea del fungo. Ogni anno il micelio si espande verso l’esterno, aumentando il diametro del cerchio fino a raggiungere anche i 10 metri, mentre la parte interna tende a esaurirsi e morire.

I “Cerchi delle Streghe” sull’Altopiano silano

Questi cerchi non sono affatto rari: sono prodotti da una sessantina di specie di funghi diverse. Non stupisce quindi trovarli anche in Sila, un territorio montano celebre per la presenza dei porcini e altre centinaia di specie fungine. Le immagini che presentiamo mostrano un Cerchio delle Streghe individuato in località San Bernardo, nel territorio di San Giovanni in Fiore, il comune più esteso dell’altopiano. In questo caso, il responsabile è Clitocybe nebularis, noto come “fungo delle nebbie”. Si tratta di un fungo tossico, molto comune sulle montagne silane.

Il Clitocybe nebularis è un fungo tossico contenente nebularina e altre tossine termolabili e termostabili. Sebbene sia stato a volte considerato commestibile, dopo prebollitura per rimuovere la nebularina, oggi viene classificato come pericoloso. Infatti, oltre al rischio di confusione con specie ancora più velenose, provoca un accumulo di tossine in caso di consumo reiterato. Per cui se ne sconsiglia il consumo. Il Clitocybe nebularis è facile incontrarlo in Sila sia nei boschi di conifera che in quelli di latifoglie.