Da un paio di giorni si stanno verificando diverse scosse di terremoto di lieve magnitudo nel territorio calabrese. Nella giornata di ieri è stata registrata anche una scossa nelle vicinanze dell’altopiano della Sila, nel comune di Rocca di Neto.
Questa notte, alle ore 00:12, si è verificato un forte terremoto di magnitudo 6.1, con epicentro stimato nel Mar Tirreno, al largo di Paola. Il sisma è stato avvertito in tutta la Calabria e nelle regioni limitrofe, suscitando una certa preoccupazione tra la popolazione. Fortunatamente, l’evento si è verificato a una profondità di circa 250 chilometri e, al momento, non risultano segnalazioni di danni a persone o cose.
All’una di notte si è riunita l’Unità di Crisi della Protezione Civile, presieduta dal capo Dipartimento Fabio Ciciliano, alla presenza dei rappresentanti di tutte le regioni del Sud, dei Vigili del Fuoco e dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Nella giornata odierna sono state registrate alcune lievi scosse nei territori di Cosenza, Acri e Carlopoli.
La profondita e la forza della scossa al largo del Tirreno suggeriscono che si è verificato un evento legato alla subduzione dell’Arco Calabro-Peloritano che è la causa del sollevamento, ancora in corso, della Sila, dell’Aspromonte e dei monti Peloritani in Sicilia. Le altre scosse, di natura secondaria, sono il risultato dell’attivazione delle piccole faglie sul territorio calabrese e siciliano che poggia sull’antica piattaforma ercinica. Sono la conseguenza del movimento che ha prodotto il terremoto di magnitudo 6.1.
L’evoluzione del fenomeno può essere seguita attraverso lo strumento autoaggiornante di Silaonline, disponibile alla pagina:
